Montenegro & Albania

Questo viaggio non ha presentato alcun problema organizzativo e logistico.

Basta munirsi di guide, cartine, qualche WP , un po’ di tracce e partire.

Alcune  foto  del viaggio le troverete a fondo pagina

 

Il resoconto del viaggio:

 

MONTENEGRO E ALBANIA 2012

(DAL  15 LUGLIO AL 6 AGOSTO)

 DSC_0494 testata

 

PREMESSA

 

Partecipanti:

Anna ed Enrico          su Toyota Land Cruiser HZJ78

Donatella e Sergio     su Toyota Land Cruiser KDJ 125

Kilometri percorsi:

5970  in massima parte su piste di montagna.

795  litri gasolio

7,50   media Km/l

Costi:    

CARBURANTE 1155€

VITTO                 421€ (soprattutto ristoranti)

ALLOGGIO        178€ (campeggi +1 albergo)

VARIE                 164€ (vignette assicurazione, noleggio barca ecc.)

TOTALE            1918€

ITINERARIO

15/16 LUGLIO (km.1222)

Appuntamento con i nostri compagni di viaggio sulla A4 nei pressi di Bergamo. Ci siamo conosciuti via internet ed è perciò doveroso incrociare le dita…Attraversiamo la sempre piacevole e verdeggiante Slovenia , dormiamo in un campeggio a Zagabria e il giorno successivo lasciamo l’autostrada per Belgrado e puntiamo per Banja Luka in Bosnia Hercegovina. Man mano che ci si avvicina a Sarajevo il traffico aumenta. Passiamo il confine con il Montenegro verso le 21,30. Non ci sono indicazioni che sei sulla strada giusta,  asfaltata sì,  ma molto stretta e scarsamente trafficata, così quando finalmente arriviamo in frontiera si tira tutti un sospiro di sollievo. Primo campeggio libero del viaggio in un luogo abbastanza solitario dopo aver lasciato la strada principale che costeggia il fiume Piva.

17/18 LUGLIO (km.122)

Fatta di giorno la strada che costeggia il fiume PIVA che in pratica si è trasformato in lago per la costruzione di una diga ci appare molto bella soprattutto per il colore verde smeraldo dell’acqua e per le montagne incombenti.

A un certo punto dobbiamo lasciarla per puntare verso il parco nazionale del “DURMITOR”. Anche questa strada si rivela panoramica: belle montagne verdeggianti e ogni tanto mucche e pecore. Arrivati a ZABLJAK troviamo posto nel campeggio piuttosto spartano, anche perché in fase di ampliamento, “Dobri Do”, situato però in posizione strategica vicino al LAGO NERO e punto di partenza di numerose escursioni. Data la bellezza del luogo decidiamo di prenderci un giorno di riposo e così Sergio ha la possibilità di fare rafting, io e sua moglie Donatella  scegliamo una escursione di circa 4 ore tra andata e ritorno mentre Enrico si dedica al suo hobby preferito, accudire la macchina….. Nel pomeriggio tutti e quattro facciamo il giro del Lago Nero che a dispetto del nome ha acque chiarissime ed è circondato da una fitta boscaglia di conifere con sullo sfondo montagne appuntite.

 

19 LUGLIO (km.338)

La nostra intenzione era percorrere la gola del fiume TARA. Arrivati al ponte in ferro e scattata qualche foto, subito dopo aver imboccato la strada costiera la polizia ci ferma e ci fa tornare indietro. Invece di andare a  Zabljak deviamo per una strada gialla in direzione SAVNIK una specie di scorciatoia che ci permette di vedere 2 deliziosi laghetti di un colore azzurro intenso ideali per fare campeggio libero. Una bella strada di montagna con numerosi tornanti  ci porta a Savnik. Da qui a NIKSIC e  poi  a PODGORICA mediante una specie di superstrada. Interrompiamo la monotonia del percorso per andare a visitare il MONASTERO DI OSTROG incastonato nella roccia. Dopo la sosta pranzo puntiamo per la BAIA DI KOTOR. Poco prima di Podgorica deviamo verso CETINJE, ma qui sbagliamo strada e invece di attraversare il Parco Nazionale Lovcen e arrivare a Kotor, sbuchiamo a BUDVA. Il paese è affollatissimo così non ci viene voglia di scendere dalla macchina e decidiamo di proseguire lungo la costiera in direzione di KOTOR. Anche qui stessa scena: confusione dappertutto, addirittura due mega navi da crociera nel porto e frotte di turisti che si dirigono verso il centro storico della cittadina . Di fermarsi neanche a parlarne. Si va avanti a oltranza lungo la costa sperando di trovare un campeggio per passare la notte. Arrivati ad HERCEG-NOVI,  in pratica alla fine della baia, troviamo posto in un piccolo campeggio ben organizzato dove incontriamo una coppia di francesi, padre e figlia, con cui ci scambiamo le consuete informazioni su percorsi e luoghi prima di andare a cena nel vicino ristorante.

20 LUGLIO (km.249)

Partiamo presto con la speranza che magari a quell’ora sia possibile una visita di Kotor, ma purtroppo non è così e neanche questa volta si riesce a imboccare la strada che attraversa il parco nazionale. Non resta che proseguire sulla costa  fino a  PETROVAC e da qui a VIRPAZAR. Due parole sul mare del Montenegro. Premesso che sicuramente non bisogna andare in queste località costiere in luglio o in agosto devo dire che pur essendoci  posti sicuramente degni di essere visitati (tipo isoletta di SVETI STEFAN)  la costa montenegrina non ha panorami eclatanti tali da giustificare un viaggio. E’ lo stesso discorso che si può fare per la costa ionica dell’Albania. Da Virpazar riusciamo a prendere una strada panoramica, molto, molto bella che ci porta al confine con l’Albania con scorci veramente suggestivi sulla costa montenegrina del LAGO DI SCUTARI. Una mezzoretta per passare il confine,  ma dato che esiste solo la dogana del Montenegro ci riesce impossibile fare l’assicurazione. Arrivati a SKHODER, visto l’aspetto piuttosto fatiscente della città, si decide di cominciare il primo percorso in fuoristrada : l’anello di THETH. Imboccata non senza qualche difficoltà la pista  intorno alle 14,30  a un certo punto incontriamo un mega SUV in panne con a bordo anche donne e bambini. Ci fermiamo per chiedere se hanno bisogno di aiuto. Dopo un po’ di tempo non potendo dare una mano e avendo la certezza che arriveranno gli aiuti ripartiamo e facciamo campo poco dopo intorno alle 17 davanti a una catena di montagne. Campeggio libero bellissimo allietato anche da una coppia di contadini montanari che vengono a farci visita intorno al nostro fuoco prima di andare a dormire.

 

 

 

 

 

 

21 LUGLIO (km.157)

Alle 9 siamo a Theth:  4 case inserite in un bel paesaggio montano con mucche e capre sparse qua e la e ponti di legno sul torrente gelido. A malincuore lasciamo questo posto idilliaco e prendiamo la strada del ritorno a Skhoder. Si tratta di una pista lunga e piuttosto impegnativa che nel suo primo tratto costeggia un torrente impetuoso e di un azzurro intenso. Ci fermiamo presso un mulino ad acqua e ne approfittiamo per rabboccare il serbatoio e ….per un bel pediluvio.

 

Alle 14,30 circa tocchiamo l’asfalto. Un po’ di spesa, rifornimento di carburante e via verso il bivio per KOMANI. La strada il cui asfalto si sta deteriorando è peraltro molto panoramica  perché costeggia il lago formato  in seguito alla costruzione di una diga dal fiume Drina,  a tratti di un intenso colore verde smeraldo. Arrivati in paese chiediamo informazioni sul traghetto e veniamo a sapere che purtroppo il servizio è stato soppresso. Esiste solo quello passeggeri che parte la mattina alle 9 e torna il giorno dopo. Per noi non va bene. Dopo una breve consultazione si decide di noleggiare una barca per il mattino successivo  in modo da poter navigare il fiordo per un certo tratto, sarebbe stato possibile fare un giro più lungo, di un’intera giornata e arrivare fino a  FIERZE ma temevamo si sarebbe rivelato troppo faticoso anche per via del caldo. Ci sistemiamo in un piccolo campeggio vicino al ponte gestito da un signore albanese molto simpatico che parla bene l’italiano e offre ospitalità a un cucciolo di cane, a numerosi gatti e gattini e a uno stuolo di galline e papere. Chi ama gli animali è avvisato.

22 LUGLIO

Alle9 inpunto siamo all’imbarco ed è incredibile vedere come a quell’ora il porticciolo si animi di persone e cose in concomitanza con la partenza del traghetto, poi come d’incanto torna la calma.

 

 

 

 

 

 

Il nostro giro si rivela molto, molto bello: il fiordo si restringe sempre più  e le pareti si fanno sempre più alte e fittamente coperte di vegetazione, ma è il colore dell’acqua e la sua limpidezza che colpiscono maggiormente. Al ritorno la ciliegina sulla torta: il nostro barcaiolo si ferma presso una spiaggetta alla Robinson Crusoe e alcuni di noi non resistono alla tentazione di fare un bel bagno.

 

 

 

 

 

Rientrati verso le 12,30 al campeggio ci concediamo un pomeriggio di relax

23 LUGLIO (km.340)

Tappa di trasferimento su strade asfaltate più o meno panoramiche sempre in mezzo a montagne e a volte con vista su fiordi. Da Komani ritorniamo sulla strada rossa  in direzione BAJRAM CURRI e da li a KUKES, quindi  puntiamo verso sud  per poi  dirigerci domani verso ovest a BURREL. Imbocchiamo una pista che scende a valle per fare campo fuori dall’asfalto sulla riva di un torrente alquanto in secca, nei pressi di ARRAS. Riceviamo la visita di un pastore albanese che ci omaggia di bibite fresche e di una specie di yogurt fatto in casa che assaggiamo per dovere di cortesia.

24 LUGLIO (km. 151)

Oggi è il giorno della LURA.  Decidiamo sul momento di fare questo percorso in fuoristrada che dicono essere abbastanza tosto, ma paesagisticamente valido. In effetti è così. Certi passaggi hanno richiesto l’uso delle ridotte, però la natura è veramente incontaminata, c’è tanta vegetazione,  tanti alberi e soprattutto ci sono i laghetti, uno in particolare molto bello ricoperto per metà di ninfee. A un certo punto ci si è messa anche la nebbia  e la visibilità si è ridotta drasticamente. Diamo un passaggio a  un nonno con agnellino che doveva andare a Burrel e questo contribuisce a scaricare un po’ di tensione. Verso le 18,30 arriviamo sull’asfalto, stanchi ma contenti. Una cosa che mi preme sottolineare è la presenza in queste aree meravigliose di numerosi incendi, sia nella Lura che in altre zone di montagna e questo è un vero peccato. Troviamo da dormire in un campeggio “Oasi alla Chiesa” in posizione panoramica e con una chiesa cattolica al suo interno. E’ inutile sottolineare che anche qui si capisce e si parla perfettamente l’italiano. Ospiti del campeggio una coppia di connazionali con Discovery.

25 LUGLIO (km.238)

Per arrivare ad ELBASAN  asfalto fino a KLOS  e poi due piste entrambe come al solito panoramiche e per nulla impegnative,  caratterizzate dalla presenza di molti boschi soprattutto faggeti, quindi superstrada per Elbasan prima e LUSHNJE poi, infine strada pessima, piena di buche per BERAT. Arriviamo nella cittadina patrimonio dell’Unesco intorno alle 17 e subito andiamo a visitare il quartiere di  Mangalem, quello musulmano che ha  anche 3 moschee. Al “Castel Park” non c’è posto  e allora si prosegue sullo sterrato di fronte a Berat, dall’altra parte del ponte riservato alle auto, e si fa campo su un cocuzzolo vicino a una casa colonica abbandonata. Sono con noi anche la coppia di italiani con Discovery.

 

26 LUGLIO(km.147)

Partenza ore 7,30. Si torna a Berat per visitare il quartiere cristiano di Kala. Alle 8 troviamo una guida albanese che parla perfettamente l’italiano e che ci fa visitare in maniera esauriente la cittadella con le sue chiese greco-ortodosse abbellite da pregevoli affreschi. Dulcis in fundo il museo ONOFRI con una bellissima Iconostasi!!! Ore 9,30 si riparte. Alzarsi presto ne è valsa proprio la pena. Infatti quando noi partiamo arriva il primo flusso di turisti. Ripercorriamo il tratto di pista dove abbiamo fatto campo e continuiamo verso GIJROCASTA.  Raggiungiamo la seconda cittadina albanese patrimonio dell’Unesco e subito cerchiamo il Kalemi Hotel per prendere una stanza e depositare i bagagli. A piedi visitiamo il Castello e osserviamo alcune case ottomane veramente belle che caratterizzano il panorama di questa località.

Tornati in albergo ci riposiamo finalmente su dei veri letti e poi ci ritempriamo con una bella doccia. Verso il tardo pomeriggio quando la calura è diminuita andiamo a vedere la casa ZECATE, una  casa ottomana  vecchia di due secoli con due torri gemelle perfettamente conservata e soprattutto arredata. Ottima cena al ristorante Kujtimi (polpette di riso e spezie nonché eccezionali cozze fritte) Spesa 11 euro in due!!!!!!

27 LUGLIO(km. 187)

Dopo aver fatto colazione all’albergo (la prima vera colazione da quando siamo partiti) visitiamo la bellissima SORGENTE DELL’OCCHIO BLU così chiamata perché ricorda l’iride di un occhio. Al centro di un colore blu scuro c’è la sorgente vera e propria, tutto intorno acqua più chiara a formare un magnifico laghetto.

Il luogo fuori stagione sarebbe piacevolissimo per fare pic-nic o per passarci la notte, ci sono frotte di libellule blu che sfrecciano nell’aria e sull’acqua nonché ombrose querce che proteggono dalla calura estiva.

 

Arrivati a BUTRINTO  prendiamo la solita guida che parla italiano e che ci fa visitare il sito archeologico in un paio di ore. Soprattutto qui a mio avviso è necessario prendere una guida perché il sito è molto grande e si rischierebbe di non vedere le cose veramente interessanti. Da notare  inoltre che pur avendolo visitato nelle ore più calde, ogni tanto riuscivamo ad avere un po’ di refrigerio perché una buona parte dei monumenti è situata all’ombra di una meravigliosa foresta.

 

 

 

 

 

 

Dopo aver mangiato uno squisito piatto di cozze al limone nel vicino ristorante si torna a  SARANDE e da qui si continua sulla costa ionica verso VLORE. Dopo 3 tentativi andati a vuoto per poter raggiungere una spiaggia dove fare campo libero, finalmente percorrendo una pista veramente impegnativa (ridotte!!!) in discesa e molto stretta raggiungiamo una bella spiaggetta e ci togliamo lo sfizio di campeggiare sulla riva del mare, Enrico e Sergio fanno il bagno, a me e Donatella non viene voglia, complice forse l’ora tarda e …. il colore dell’acqua.

28 LUGLIO (km.276)

Si prosegue sulla costiera per Vlore.  La strada panoramica sale con una serie di tornanti a picco sul mare. A un certo punto vediamo una lunga spiaggia senza ombrelloni ne strutture di alcun genere, raggiungibile mediante sterrato. Dovrebbe essere la spiaggia di PALASE ottima per fare campeggio libero. Successivamente la strada entra in una magnifica foresta di pini, si tratta del parco nazionale di LLOGARA, che offre un’oasi di frescura dopo il caldo umido della costa. Unico neo: la zona è piena di alberghi, bar ,campeggi  ed essendo stagione turistica anche di gente. A ORIKUM ci si ferma per fare un po’ di spesa, cambiare i soldi in banca e chiedere informazioni sulla percorribilità del cosiddetto DITO. Ci dicono che la cosa è fattibile purché si mostrino i documenti  all’ingresso della base militare albanese. Arrivati allo sbarramento e consegnati i documenti al militare di guardia possiamo visitare con la guida di un archeologo che naturalmente parla italiano il parco archeologico situato subito a ridosso dell’ingresso, tutto il resto è proibito perché si tratta di una base militare. Si prosegue per Vlore, lasciamo Sergio e Donatella con i quali c’è stata una grande sintonia per quanto riguarda le scelte fondamentali di viaggio: percorsi in fuoristrada piuttosto che su asfalto e campeggio libero. Hanno inoltre dimostrato condivisione delle varie difficoltà e dei disagi che via via si sono presentati. Loro proseguono per Durazzo e noi puntiamo verso l’interno. Fatichiamo non poco a trovare la strada per TEPELENE.  Sosta pranzo ad AMANTIA. Verso le 17 dopo aver  percorso l’ennesima pista di montagna  si arriva in paese dove facciamo rifornimento per poi proseguire su asfalto in direzione di PERMET. Strada molto panoramica che costeggia il fiume VJOSE. Campeggio libero in un campo di grano mietuto vicino alla strada ma sufficientemente appartato.

29 LUGLIO (km.272)

Si prosegue in direzione di KORCA sempre costeggiando il fiume e addentrandosi tra montagne ricoperte d’alberi. Siamo vicino al confine con la Grecia, infatti ogni tanto vediamo piccole chiese greco-ortodosse. A Carshove c’è il bivio per Korca: si lascia il corso del fiume e ci si addentra tra le montagne verdeggianti. Si succedono fitte foreste soprattutto di pini e l’aria è fresca La strada continua a salire tortuosa,  le foreste si diradano per lasciare posto alle coltivazioni. Da Korca prendiamo la direzione di POGRADEC che poi lasciamo per raggiungere il lago di  PRESPA  diviso in 3 parti tra Albania, Macedonia e Grecia. Tanti anni fa l’avevamo visto dalla parte greca e me ne era rimasto un ottimo ricordo, adesso che lo rivedevo dalla parte albanese quel ricordo viene riconfermato. Ci fermiamo a pranzo in un ristorantino con terrazza sul lago e poi percorriamo tutta la riva occidentale: acqua verde pulitissima, nessuna struttura, niente turisti, il paradiso insomma. Arrivati alla frontiera con la Macedonia decidiamo di passarla allo scopo di percorrere la riva orientale del lago di OHRIT per poi rientrare di nuovo in Albania. Decisione rivelatasi sbagliata perché tutte le spiagge sono superaffollate di gente vociante, complice il fatto che oggi è anche domenica. Inoltre ci sono tantissimi bar e hotel, in compenso non abbiamo visto campeggi. Insomma siamo in un altro mondo e rimpiango la tranquillità del lago di Prespa. Riusciamo a rovare posto in un grande campeggio a LJUBANISTA poco prima del confine albanese dotato di una bella spiaggia e di una discreta ombra.

30 LUGLIO(km.166)

Prima di lasciare il campeggio andiamo a rivedere la spiaggia. Molta gente se ne è andata. L’acqua è sporca. Si tratta di una mezzaluna di sabbia e ciottoli  con alle spalle un bel prato verde e le montagne ricoperte di alberi. Aver visto questi luoghi in bassa stagione ci avrebbe fatto tutta un’altra impressione. Peccato!!!!! Ripassiamo la frontiera con l’Albania e questa volta dobbiamo stipulare una polizza assicurativa di 50€ per 15 giorni. La costa albanese del lago di OHRIT è gradevole. Ci sono anche qui alberghi con spiaggia privata e piscinetta e c’è anche un camping, ma non c’è il superaffollamento della riva macedone. L’asfalto è piuttosto dissestato e occorre procedere con prudenza. Ti vendono le trote per strada. Dopo aver visitato il paesino di Lin con le sue case in pietra prendiamo la direzione di Tirana. A LIBRAZHD lasciamo l’asfalto e imbocchiamo lo sterrato per PESHKOPI . Si tratta di una strada in costruzione per cui a un certo punto ci dobbiamo immettere sulla vecchia pista che collegava da sud Peshkopi a Tirana. Una volta arrivati sull’asfalto si costeggia il fiume Drina. A un certo punto vediamo un cartello pubblicitario che indica un ristorante, imbocchiamo lo sterrato e lo seguiamo e così  arriviamo al parcheggio. Domandiamo al proprietario se è possibile mangiare al ristorante e dormire nel parcheggio. Non ci sono problemi di sorta. Se ci fossero stati ancora i nostri compagni di viaggio avremmo affrontato un bel guado e dormito sulla riva del fiume, da soli non ci siamo arrischiati anche per la mancanza di appigli per il verricello.

31 LUGLIO( km.255)

I cani hanno abbaiato tutta la notte forse perché il loro padrone non li ha lasciati liberi o per la nostra presenza. A Peshkopi imbocchiamo la strada per KUKES che non è quella gialla dell’andata ma una bianca  comunque asfaltata. Arrivati a destinazione facciamo lavare la macchina, lavoro ben fatto con una spesa di tre euro, poi per errore imbocchiamo l’autostrada  per Tirana. Ne usciamo quasi subito e prendiamo la rossa per Skhoder. 1° tratto fino al bivio per Fierze e Bajram Curri: molto panoramico. Le montagne sono piuttosto alte e ricoperte di fitta vegetazione. 2° tratto fino a Puke: montagne ricoperte soprattutto di pini. Dopo Puke la valle si allarga e cambia il tipo di vegetazione, non più conifere ma alberi dalla folta chioma rotonda. Successivamente tornano le foreste di conifere.  Poco prima di arrivare al bivio per Komani (in lontananza vediamo il fiume Drina) ci dobbiamo fermare perché un camion con rimorchio è finito nella scarpata. Dopo circa una mezz’ora possiamo ripartire e raggiungiamo il nostro campeggino dell’andata verso le 18.

1 AGOSTO (km.278)

Partiamo tardi e a malincuore. Salutiamo affettuosamente il proprietario e lo stuolo di animali che ospita nel suo campeggio, spartano certo ma anche accogliente. Ci dirigiamo verso SKHODER che dobbiamo attraversare per raggiungere il confine con il Montenegro: si tratta di una città piuttosto caotica e con tanti mercati per strada, non meritevole certo di una visita. Dopo aver passato la frontiera senza nessunissimo problema, percorriamo una strada panoramica che costeggia il canyon del fiume MORACA sulla cui riva ci fermiamo per la sosta pranzo. Si  prosegue in direzione di MOJKOVAC e al bivio costeggiamo tutta la gola del fiume Tara (che all’andata non avevamo potuto fare perché chiusa) piuttosto suggestiva.  Sosta per visitare il monastero di DONJA DOBRILOVINA

 

 

 

 

 

 

dove avremmo anche voluto campeggiare se la monaca guardiana non ce lo avesse impedito. Arrivati al ponte in ferro prendiamo per Zabliak, ma deviamo sulla strada gialla come già avevamo fatto all’andata allo scopo di andare a campeggiare sulle rive di uno dei due laghetti che si incontrano. Decidiamo per il lago VRAZJE. Campeggio libero “idilliaco”. Siamo solo noi nel silenzio più totale davanti alle acque azzurrissime del laghetto e con una cerchia di montagne davanti.

2 AGOSTO(km.95)

Unico neo di questo campeggio libero: di notte fa freddo e bisogna dormire vestiti e con il sacco a pelo. Del resto il freddo umido notturno è una caratteristica di tutte le montagne del Montenegro. Andiamo a Zabljak a fare carburante e poi imbocchiamo una strada gialla che attraversa il Parco del Durmitor da ovest ad est inerpicandosi tra le montagne e superando un passo a 2000  metri, molto, molto panoramica. 

 

Arrivati a  TRSA si decide di raggiungere Scepan Polje mediante una stradina asfaltata che in prossimità del confine diventa sterrata e attraversa una fitta foresta di conifere. Prima della dogana una indicazione di diversi campeggi sul fiume Tara ci fa arrivare al Kamp Grab, un ottimo campeggio con strutture in legno e un bel piazzale erboso dove possiamo posizionare il nostro mezzo.

Ottima cena a base di carne e pure. Il Kamp Grab ti offre la possibilità di fare rafting, ma anche escursioni a piedi, in bici e anche con il fuoristrada.

 

 

 

3 AGOSTO(km.311)

Alle 9 viene servita un’ottima prima colazione a base di frittelle, pane, burro, marmellata, yogurt ecc.ecc. Alle 10,30 lasciamo il campeggio dove tutto è ben organizzato, dal tempo libero alla cucina e salutiamo la figlia del proprietario che parla perfettamente l’italiano essendosi laureata a Firenze in architettura. Facciamo dogana ma….ci rendiamo conto di essere nuovamente rientrati in Montenegro e non in Bosnia come pensavamo. La cosa buffa è che siamo rientrati in Montenegro senza esserne usciti, evidentemente i confini non sono ancora ben definiti ed alcune piste costeggiano la frontiera e pertanto si può passare da uno stato all’altro senza fare dogana o, come nel nostro caso, farla due volte.  A questo punto occorre cambiare  programma. Consulto la cartina e si decide di costeggiare il fiume PLIVA fino a NIKSIC e da li a TREBINJE in Bosnia. La strada presenta diversi scorci  panoramici su un lago con tante isolette.

 

 

 

 

 

 

Da Trebinje a MOSTAR, la città simbolo della guerra fratricida con il suo famoso ponte in pietra ricostruito, dove arriviamo intorno alle 14,30.   Verso le 18 terminato il nostro giro turistico cerchiamo un posto dove dormire e lo troviamo in un campeggio strapieno nel vicino villaggio di BLAGAJ, sul fiume Neretva. Da venirci in bassa stagione.

 

 

 

 

4 AGOSTO(km.736)

Prendiamo la direzione di SARAJEVO. La strada da Mostar a JABLANICA  è molto bella perché costeggia il fiume NERETVA. Ogni tanto si vedono le vasche per l’allevamento delle trote. L’acqua ha un colore blu. A Jablanica prendiamo la direzione di BUGOJNO.  Nel primo tratto diversi scorci panoramici sul lago che si è formato in seguito alla costruzione di una diga e che ha un bel colore verde. Successivamente la strada attraversa un paesaggio montano costeggiando il fiume VRBAS. A  JAICE ci fermiamo per la sosta pranzo e per vedere  la cascata che il fiume PLIVA forma per gettarsi  nel VRBAS.

 

 

 

 

 

Da Jaice a Banja Luca  sempre strada panoramica che costeggia il Vrbas che in questo tratto forma delle rapide. A  GRADISKA,  nel bel mezzo del paese, il confine con la Croazia.  Le due dogane sono affollatissime sia in entrata che in uscita. Ci vuole circa un’ora per superare la frontiera. Acquistiamo la vignetta in Slovenia e notiamo circa30 km. di coda in senso inverso. Arriviamo a Trieste, al campeggio “Pian del Grisa”intorno alle 20,30 all’indomani ci vengono a trovare una coppia di nostri amici.

5/6 AGOSTO(km.430)

Arrivo a casa  dopo esserci fermati a dormire da altri nostri amici nel trevigiano.

 

CONCLUSIONI

Il Montenegro ci è piaciuto soprattutto per le sue montagne, anche se per i nostri gusti hanno asfaltato troppo. Per quanto riguarda l’Albania invece gli amanti del fuoristrada si possono sbizzarrire: dagli sterrati alle piste impegnative con uso di ridotte. Quello che conta però è che la natura è ancora incontaminata, costa ionica a parte, quindi è meglio andarci adesso prima che asfaltino le strade e costruiscano in maniera insensata……Una parola la merita il popolo albanese. Bisogna sfatare i pregiudizi che si hanno qui in Italia nei suoi confronti. Noi di albanesi ne abbiamo incontrati parecchi nelle varie regioni attraversate e tutti, dico tutti si sono dimostrati ospitali, cordiali e generosi nonché educati, dai proprietari di campeggio ai passanti ai quali domandavamo informazioni sul percorso, ai negozianti, perfino ai  gestori del carburante. Per contro anche noi italiani siamo ben visti. Insomma in Albania ci siamo sentiti come a casa nostra!!!!

 

Lascia un commento